sabato 11 luglio 2009

Chi è il vocalist?

...E lo scrivono sui giornali che siamo una generazione di sconvolti, che non hanno più santi nè eroi. Ma se i santi sono loro, a noi non resta altro che fare i SUPER EROI...

MAD_BOB vocalist

Spulciando qua e là tra i blog ho trovato notizie interessanti, utili per tracciare meglio la figura di cui ora vi parlerò...
Negli ultimi 10 anni una nuova figura professionale si è fatta strada all'interno delle Consolle dei locali notturni di tutta Italia. Si tratta appunto del vocalist. Il Vocalist altro non è che un animatore, una figura che si occupa di creare e mantenere calda(ovviamente assieme e in simbiosi al Dj e la sua musica) l'atmosfera del locale, accompagnando per tutta la serata (o per meglio dire la nottata...) la gente che balla in pista o che siede ai tavoli a bordo pista con la sua voce, salutando i vari clienti e amici per gasarli e renderli
protagonisti, e incitando la clientela a lasciarsi andare al ritmo della musica.

Ormai il vocalist è considerato alla stregua del Dj un personaggio indispensabile alla riuscita di una bella serata. Ovviamente il lavoro del Vocalist non è tutto "rosa e fiori", ma ci sono anche tante responsabilità, perchè si ha in mano uno strumento molto potente a livello mediatico (il microfono) e quindi bisogna prestare molta attenzione a quello che si dice, perchè viene sentito chiaramente da tutti. Ovviamente il vocalist professionale deve evitare di fare riferimenti politici, razzisti e che possano influenzare qualcuno in qualche modo. Ancor piu responsabilità hanno quei vocalist che lavorano in diretta radio, in quei locali dove la serata viene trasmessa in onda su una radio locale o un network nazionale, perchè le persone che ascolteranno le sue parole saranno molte di piu...

SI PUò CHIAMARE CELLULARE?!

http://www.halleysamsung.com/

venerdì 10 luglio 2009

[esami] Verso Arcavacata

riflessione....


La musica entra nella pelle, lascia posto alla voglia di rapportarci con gli altri, con le cose, con le emozioni, con il mondo!!!



La musica è una poesia che ci "accompagna" in ogni luogo che andiamo: nei bar, in casa, in un ristorante, in macchina, in palestra e ci permette anche di isolarci da una situazione che non ci piace!
Fare musica è un'arte, un'arte senza spazio tempo...
La musica è un'amica nella quale confidiamo, nella quale cerchiamo sostegno e nella quale ci immedesimiamo!!!
Perchè no??!!
Dietro la musica e dietro tutto ciò che essa rappresenta possimo nasconderci perchè non ancora capaci di recepire quello che forse direttamente dobbiamo ViVere!



Maria Laura.

giovedì 9 luglio 2009



LA CONSOLLE

Step 3: il mixer

Abbiamo parlato degli "strumenti" attraverso i quali i brani, oppure il "sound", per utilizzare un'espressione molto cara a noi dj, viene riprodotto. Ma non abbiamo ancora citato uno strumento indispensabile per fare sì che il suono venga incanalato e possa essere reso ascoltabile attraverso l'ausilio successivo di monitor e diffusori acustiti comunemente chiamati casse, di cui parlerò, ovviamente, nei post successivi.


Stiamo parlando del mixer che, come già accennato poc'anzi, è utile per mixare i suoni audio e smistarli su vari canali.
I mixer si differenziano gli uni dagli altri per diverse caratteristiche: le più importanti di queste sono senza dubbio la sensibilità dei controlli e il numero dei canali.
E' ovvio che i mixer da regia hanno un numero molto più alto di canali rispetto ad un mixer per dj!Questi, infatti, generalmente non superano mai gli 8 canali, dato il minor numero di periferiche che devono essere ad esso collegate.



Cosa possiamo collegare ad un mixer?
Semplice: microfoni, lettori CD, piatti, ma anche amplificatori e strumenti musicali (soprattutto nel caso dei mixer da studio o da regia, che arrivano anche a 64 canali). Anche il tipo di cavi utilizzati può cambiare da una periferica all'altra: il cannon (a bassa impedenza) viene utilizzato solitamente per i microfoni, il jack (ad alta impedenza) è tipico degli amplificatori o delle tastiere, i cavi RCA sono quelli dei piatti o dei CDJ.


Come sempre, non posso lasciarvi senza avervi fornito alcuni esempi di mixer ed alcuni consigli per gli acquisti.


I marchi leader nel settore, per quel che riguarda i mixer per dj, sono tantissimi: Ecler, Vestax, Behringer, Gemini, Stanton e così via.


Ad ogni modo, a mio parere, sono 2 quelli che spazzano via ogni tipo di concorrenza: Pioneer ed Allen & Heath.


DJM 400: questo è il nome del mio mixer che utilizzo ancora oggi durante le mie serate. Un modello solido ed indistruttibile; del resto, Pioneer vuol dire garanzia in questo settore! 2 canali + 2 ingressi microfono, effetti beat digitali e possibilità di registrare brevi campioni in loop! Il minimo rispetto ad altri modelli più sofisticati, ma anche l'indispensabile per chi suona in piccoli locali ed ha bisogno di uno strumento affidabile e sicuro.



Pioneer offre anche il famigerato DJM 600, 4 canali così come il DJM 800, il quale però è dotato di una funzione rivoluzionaria: il riconoscimento digitale dei
canali!!!



Ma passiamo ad Allen & Heath: questo marchio specializzato esclusivamente nelle produzioni di mixers e solitamente orientato a chi occupa consolle di un certo rilievo, ma nonostante ciò sforna anche modelli "piccoli" come l'X-One 22. La serie X-One è passata alla storia ormai: non mi dilungo molto sull'enorme gamma di modelli, ma cito solamente i 2 cavalli di razza della serie: l'X-One-62 e l' X-One 92. Il primo, stupendo mixer 6 canali, votato come miglior "club installation mixer" per 3 anni consecutivi, il secondo, 4 canali più 2 ingressi microfono, affidabile come pochi elementi nel settore.


In sintesi, il mio consiglio è basato sulla
"caratura" del dj: se siete ragazzi che hanno voglia di iniziare e hanno pochi piccioli da parte, potete optare anche per una marca di un livello leggermente inferiore, come la Behringer o la Vestax, che offrono modelli "tranquilli", come il DJX 700 Behringer, che non è niente male e si trova a prezzi accessibili.
Se siete dei TOP DJ'S, allora non potete far altro che optare per un Pioneer o un Allen & Heath, tenendo sempre presente le esigenze vostre e delle consolle che vi ospiteranno!!





giovedì 2 luglio 2009


La Consolle
Step 2: il "piatto"






E dopo il CDJ il piatto. Ho voluto iniziare con il moderno per poi fare un passo indietro verso l' "antico", che però non scomparirà mai dalle menti dei puristi e non, proprio perchè tante volte i veri disc-jockey sono considerati proprio quelli che hanno cominciato con i cari, vecchi "giradischi" oppure quelli che li utilizzano ancora, nonostante l'enorme dispendio di risorse economiche per procurarsi i dischi in vinile. Chi può permetterselo, lo fa con grande felicità.

Il piatto, dicevamo: questo pioniere delle piste da ballo ha fondamentalmente 2 tipi di trazione -
la trazione a cinghia o belt drive, tuttora in uso nei migliori apparecchi, e la trazione diretta, che consiste nel far girare il piatto collegando direttamente il motore al suo albero.



Leader nel settore, inutile dirlo, ancora una volta la
Technics. SL-BD 22 è il nome del primo modello a cinghia che ho avuto l'onore di manovrare. Modello molto datato, ma indistruttibile e di ottima qualità riproduttiva.





Ora ecco SL-1200: lo standard del piatto by Technics. Quasi 4 milioni di pezzi venduti dalla sua uscita, un must per tutti i dj. Chiunque si è lanciato in questo settore ha sicuramente preso confidenza con un oggetto del genere!!! I 1200 sono considerati i giradischi più affidabili in assoluto e alcuni modelli degli anni 70 vengono utilizzati ancora oggi!!





Sarà pur vero che l'evoluzione ha portato a una svalutazione del ruolo del piatto ma...datemi retta...la libidine che si prova a suonare con i giradischi non si prova con i lettori CD. E' come vivere il pezzo in una maniera diversa, come essere su un altro pianeta, davvero!!Il fatto stesso di poter toccare il supporto audio con mano lo testimonia. E poi, come dice un vecchio detto: il primo amore...non si scorda mai!!!!



mercoledì 1 luglio 2009




LA CONSOLLE
STEP 1: IL CDJ






A
mici del sound,


come promesso vi parlerò, nei prossimi post a partire da questo, di ogni componente della consolle per dj nella fattispecie.
Non mi atterrò ad alcun ordine di importanza, dato che comunque non ne esiste uno, in quanto ogni pezzo da utilizzare è essenziale per permettere ad un DJ di passare della musica.

Il primo componente di cui vi parlerò è il CDJ.

Come facilmente intuibile dalle iniziali, CDJ è una contrazione derivata dai termini compact disc e disc-jockey. L'utilizzo del lettore cd per dj ha sostituito gradualmente quello dei piatti (a cui dedicherò un ampio spazio successivamente) per diversi motivi: tra questi, la diffusione del formato mp3 e, di conseguenza, l'inutilità (da molti considerata tale) di spendere centinaia di euro al mese per assicurarsi i dischi in vinile, quando con una semplice connessione internet puoi avere tutta la musica del mondo.

Le funzioni grazie alle quali un CDJ differisce da un comune lettore CD sono molteplici, ma tra le più importanti possiamo ricordare:

- il BPM Counter, utile per leggere la velocità di esecuzione del brano in termini di battiti per minuto;

- il Pitch Control, che regola la velocità del brano rallentandolo o accelerandolo;

- la Jog Wheel, con cui si è in grado di realizzare con le dita un qualcosa di simile a ciò che era possibile fare toccando con piccoli colpetti di dita il disco sul piatto, accelerandone o rallentandone leggermente l'andatura. Oltre a questo, tramite la jog wheel ed alcune funzioni di effetto interne allo stesso CDJ, è possibile riprodurre effetti sonori per modificare l'esecuzione del disco;

- il Master Tempo, che permette di mantenere invariata la tonalità del disco nonostante l'accelerazione o il rallentamento di esso.

Questo per quanto riguarda una descrizione tecnica del CDJ. Ora veniamo ai consigli per gli acquisti. Sì, perchè se a qualche pazzo tra voi venisse in mente di farsi la consolle, almeno gli dò qualche dritta.



Io ho iniziato con un paio di OMNITRONIC CDT-300, un modello che definire basilare sarebbe fargli un complimento. Senza effetti, a malapena avevano la jog wheel. Ma costavano un nonnulla e, siccome ero povero come un venditore di carne di maiale in Arabia, me li sono comprati.





Successivamente, ho acquistato un paio di Pioneer CDJ 100s. Questi sono il modello basilare della Pioneer; hanno pochissimi effetti, non hanno il loop (ripetitore di battute) come i modelli più evoluti, ma non si fanno niente nemmeno se li lanci dal sesto piano di un palazzo.






Ora, vi faccio vedere quelli che vorrei acquistare a breve. I Pioneer CDJ-400.


Gli ultimi nati di casa Pioneer sono il fiore all'occhiello della tecnologia per dj: hanno veramente di tutto. Effetti nuovi, diverso sistema di loop ma soprattutto, cosa molto importante, la possibilità di inserire dispositivi di massa tramite ingressi USB. Basterebbe una penna da 4 GB per eliminare addirittura la cara, vecchia, valigia dei dischi.




I 100s e i 400 sono soltanto due dei modelli che la Pioneer offre. Vi sono anche modelli differentemente dotati a seconda delle funzioni, come i CDJ-200, i CDJ-800 e i CDJ-1000. Per tutte le schede tecniche, collegatevi qui.





L'unico modello non-Pioneer molto competitivo sul mercato e molto proficuo dal punto di vista delle prestazioni è il Technics SL-DZ 1200 (la seconda immagine che ho inserito), costruito con un design molto sobrio che ricorda i piatti della stessa casa produttrice. Un oggetto, quindi, che garantisce la massima professionalità.


In sintesi, se volete darmi retta, comprate Pioneer, a seconda delle vostre esigenze ed anche, perchè no, della vostra abilità. Se proprio il marchio Pioneer non lo digerite, comprate gli SL-DZ 1200 della Technics. Ma non fatevi problemi di prezzo: vale la pena spenderli i soldi, perchè una volta che fate un acquisto del genere, vi deve durare negli anni. Deve essere un investimento a lungo termine, altrimenti sarete costretti a continue riparazioni o, peggio ancora, rischiate di rimanere "a piedi" nel bel mezzo di una serata. Modelli come i Pioneer o i Technics, fidatevi di chi ha un pò di esperienza in questo settore, non vi abbandoneranno mai.